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PIANO EVACUAZIONE
Il Piano di Evacuazione è uno strumento operativo con il quale ogni scuola deve pianificare e approntare le operazioni da eseguire in caso d'emergenza, tanto da permettere alla popolazione scolastica di evacuare l’edificio scolastico senza conseguenze per la sua incolumità.Le linee guida del piano sono fissate dal Decreto Ministeriale 26.8.1992 “Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica”. Quanto sarà detto in queste pagine dovrà essere considerato solo come approccio all’argomento, rimandando un ulteriore approfondimento alla consultazione del Decreto. Per approntare un efficace piano di evacuazione, è importante la conoscenza dell’edificio scolastico: aule, laboratori, piani, palestre, spazi individuati nelle planimetrie dell’edificio. Le piante dovranno inoltre contenere la distribuzione e l’ubicazione degli impianti di sicurezza: scale di sicurezza, idranti, estintori, zone sicure di raccolta. Tutto questo dovrà essere esposto in luoghi facilmente accessibili, alla portata di tutti. Il buon funzionamento del piano dipende essenzialmente dalla preventiva pianificazione e da una corretta distribuzione degli incarichi a tutta la popolazione scolastica. Questi di massima gli incarichi assegnati dal Decreto.
Capi d’Istituto
Essi dovranno quotidianamente controllare l’applicazione da parte del personale scolastico delle disposizioni impartite per:
Dovranno inoltre vigilare sul corretto funzionamento degli impianti di allarme e di ogni altra attrezzatura antincendio, avvertendo se necessario, le autorità locali competenti.
Personale Docente
Il personale docente dovrà:
Il personale non docente
Il personale di Segreteria dovrà segnalare il pericolo e segnalare l’insorgenza del pericolo alle squadre di soccorso. Gli operatori scolastici dovranno disattivare gli impianti (energia elettrica, gas, centrale termica, impianto idrico) e successivamente controllare che non vi siano rimasti ragazzi nei vari piani dell’edificio e nei diversi spazi con particolare attenzione nei servizi, laboratori e spogliatoi.
Gli allievi
In ogni classe dovranno essere individuati alcuni ragazzi cui attribuire le seguenti mansioni:
Ad emergenza dichiarata dovranno:
Per una corretta riuscita del piano di evacuazione è necessario anche conoscere gli elementi non previsti, che possono mettere in crisi la fattibilità di un’efficace evacuazione. Uno dei maggiori fattori di rischio per l’incolumità individuale, è senza dubbio il panico. Questa condizione, difficile da controllare quando si manifesta, può determinare una situazione di maggiore rischio per il gruppo. Pertanto è bene imparare a riconoscerlo ed essere pronti ad un eventuale azione di controllo. Ma cos’è il panico e come si manifesta. Quale può essere l’atteggiamento dell’uomo di fronte al pericolo. Cosa può provare in condizioni di emergenza.
Il comportamento dell’uomo in condizioni di emergenza può dare luogo a stati d’animo non sempre riconducibili al controllo. Questi possono essere la paura, l’ansia, il panico e l’oppressione. Sicuramente il più pericoloso è il panico, che espone il soggetto ad azioni inconsulte e irrazionali, esponendolo fortemente al rischio se lasciato solo e senza aiuto.
Il panico si manifesta con
Cosa è possibile fare per mettere in atto la sopravvivenza
Le possibilità di sopravvivenza dipendono
I fattori che influiscono sulla possibilità di sopravvivenza sono
Non bisogna dimenticare anche l’atteggiamento mentale che contraddistingue i vari soggetti. L’atteggiamento può essere passivo e attivo.
Atteggiamenti preconcetti verso il pericolo
Atteggiamento positivo
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DM 18.12.1975 - Norme tecniche aggiornate relative all'edilizia scolastica |
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DM 26 agosto 1992 - Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica |
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| Decreto Legislativo 626.94 | ||